Equinozio d’Autunno

Custodire il fuoco

L’Equinozio d’Autunno è quel momento dell’anno in cui luce e buio raggiungono quasi lo stesso spazio, il giorno e la notte si avvicinano all’equilibrio. Poi qualcosa cambia: andando verso il Solstizio d’Inverno, le ore di luce continueranno a diminuire e quelle di buio aumenteranno. La natura entra lentamente verso l’interno.

Luce e ombra appartengono entrambe alla nostra esperienza e questo passaggio dell’anno può ricordarci qualcosa di molto semplice: l’equilibrio non significa eliminare uno dei due opposti, ma imparare a restare nel punto in cui possono incontrarsi.

E mentre fuori la luce diminuisce, possiamo custodire il fuoco.

Gebo, la runa dell’Equinozio

Per questo rituale lavoreremo con Gebo, la runa del dono, dello scambio, della reciprocità e dell’incontro.

La sua stessa forma racconta l’incontro tra due direzioni, due forze che si attraversano senza annullarsi.

Dare e ricevere.
Dentro e fuori.
Luce e buio.

L’Equinozio porta con sé proprio questa immagine: per un istante i due poli si incontrano e raggiungono un punto di equilibrio.

Gebo ci porta anche verso il dono.

Ciò che abbiamo ricevuto e ciò che abbiamo dato. Ciò che la vita ci ha consegnato attraverso un incontro, una relazione, un cambiamento, una gioia, una perdita, qualcosa che abbiamo compreso oppure qualcosa di cui ancora fatichiamo a riconoscere il significato.

Perché un dono non sempre si presenta nella forma che ci aspettavamo.

A volte comprendiamo molto tempo dopo ciò che un’esperienza ci ha lasciato.

Qui trovi Gebo

Puoi disegnarla a mano oppure stamparla. Ti consiglio anche di tenerla con te nei giorni dell’Equinozio, il 22/23 e 24 settembre, per incontrare più volte il suo simbolo durante la giornata.

Ogni volta che il tuo sguardo incontra Gebo, fermati per qualche secondo.

Ricorda semplicemente che due opposti possono incontrarsi senza che uno debba cancellare l’altro.

E, se vuoi, trasforma quel momento in una piccola pratica: ogni volta che incontri Gebo, scegli un gesto d’amore.

Verso di te.
Verso qualcuno.
Verso ciò che stai vivendo.

Anche qualcosa di piccolissimo.

Nel dubbio, ama.

ATTENZIONE: questo rituale può essere svolto anche all’aperto. In questo caso, il vaso con un po’ di terra non serve.

Occorrente

  • una candela
  • Una ciotola d’acqua
  • Gebo ᚷ, disegnata da te oppure stampata.
  • fogli, penna/matita e colori
  • offerte alla Madre Terra
  • Abiti comodi e leggeri
  • Puoi aggiungere dell’incenso, delle erbe che preferisci.

Le offerte semplici e antiche sono le più potenti:
farina, tabacco, vino, miele, pane, semi, fiori… anche solo acqua.

Radicamento — Terra e Cielo

Prepara lo spazio con calma. Accendi la candela e siediti davanti alla terra. Appoggia bene i piedi a terra, porta una mano sul ventre e una sul cuore e lascia che il respiro diventi più lento.

Rimani qualche minuto davanti alla fiamma.

Respira.

Contemplazione

Torna con la memoria all’estate che sta terminando. Non cercare immediatamente di darle un significato. Ripercorrila.

Gli incontri.
Le esperienze.
Quello che è nato.
Quello che è terminato.
Ciò che ti ha sorpreso.
Ciò che ti ha messo alla prova.
Quello che hai scoperto di te.

Quando senti di essere pronta/o, prendi il foglio e scrivi:

Per cosa posso essere grato?

Lascia arrivare le risposte senza stabilire subito se ciò che hai vissuto.

Un incontro può essere stato un dono.

Anche una separazione può aver lasciato qualcosa.

Una difficoltà può averti mostrato una parte di te che ancora non conoscevi.

Scrivi ciò che riconosci di aver ricevuto.

Poi, dall’altra parte del foglio, scrivi:

E io, che cosa ho donato?

Pensa a ciò che hai portato nelle relazioni, nei luoghi che hai attraversato, nel tuo lavoro, nella tua famiglia, nelle persone che hai incontrato.

Anche qui, lascia semplicemente emergere.

Gebo

Quando hai terminato, disegna Gebo ᚷ al centro del foglio, tra ciò che hai ricevuto e ciò che hai donato.

Osservala.

Dare e ricevere.

Due movimenti che appartengono alla stessa esperienza.

Restare

Ora porta davanti a te la ciotola d’acqua.

L’acqua rappresenta ciò che dentro di noi si muove e che non sempre riusciamo immediatamente a comprendere: emozioni, intuizioni, paure, desideri, memorie. Rappresenta anche ciò che continua a fluire, ovvero la vita.

Nei momenti di passaggio possiamo avere fretta di trovare una risposta.

Possiamo confondere una paura con una direzione, un’emozione con una verità, un impulso con una scelta.

Per questo, durante questo Equinozio, non abbiamo bisogno di sapere tutto.

Possiamo restare. Possiamo ascoltare.

Possiamo permettere a ciò che è ancora confuso di diventare lentamente più chiaro.

Immergi le dita nell’acqua. Rimani qualche istante così. Non cercare una risposta.

Ascolta.

Custodire il fuoco

Adesso torna a guardare la candela.

Dall’Equinozio in poi la luce esterna continuerà lentamente a diminuire fino al Solstizio d’Inverno.

E qui comincia una parte importante del viaggio.

Non sappiamo quale sarà la luce da custodire.

Non abbiamo bisogno di definirla oggi.

Possiamo però custodire il fuoco attraverso il modo in cui scegliamo di attraversare ciò che incontreremo.

Quando qualcosa sarà poco chiaro, possiamo aspettare prima di reagire.

Quando incontreremo qualcosa di diverso da noi, possiamo provare ad ascoltare.

Quando arriverà la paura, possiamo vederla come un’energia amorevole e che parla di coraggio.

Quando avremo davanti due opposti, possiamo lasciare che si incontrino dentro di noi prima di decidere quale dei due abbia ragione.

Perché forse è proprio nell’incontro tra luce e buio che qualcosa può cambiare forma.

E da quella soglia può nascere un giorno nuovo.

Porta nuovamente le mani vicino alla candela e senti il suo calore.

Poi metti le mani al cuore e rimane in ascolto di pratica quando sei pronto puoi pronunciare lentamente:

Onoro ciò che ho ricevuto
e ciò che ho donato.
Entro nel buio con rispetto
e con amore immenso.

Nella paura, posso amare.
Nella gioia, posso lasciare andare.
Nel diverso, posso ascoltare.
Nella confusione, posso tornare al cuore.

Ogni parte di me è accolta.

Rimani ancora qualche minuto davanti alla fiamma.

Rimani semplicemente con il fuoco, con il suo calore, con la sua luce.

Se stai facendo questo rituale nel giorno dell’Equinozio, puoi scegliere di lasciare che la candela continui a bruciare, sempre in un luogo sicuro, stabile e sotto la tua presenza, fino a quando sentirai che il rituale è concluso.

Se stai facendo il rituale in un giorno diverso, il gesto conserva lo stesso significato: lascia ardere la candela per il tempo che senti necessario e, quando sarà il momento, spegnila consapevolmente.

Prima di farlo, torna ancora una volta alla fiamma.

Il fuoco che hai acceso fuori ti ricorda quello che puoi custodire dentro.

Quello che questo gesto ci ricorda può continuare a vivere nelle nostre scelte.

Conserva il foglio con Gebo per i prossimi sette giorni in un luogo visibile della casa.

L’acqua nella ciotola invece può donarla alla madre terra insieme all’offerta, oppure se sei in casa lasciarla scorrere nel lavandino.

L’offerta a Madre Terra

Prendi l’elemento scelto per l’offerta.

Dillo chiaramente:

Ti offro ciò che nutre.
Grazie Madre Terra.

Se sei all’aperto:

  • posa l’offerta sulla terra

Se sei in casa:

  • portala fuori e restituiscila alla Terra, appena puoi!

Dopo il rituale

Nelle 24 ore successive:

  • cammina
  • muovi il corpo
  • Disegna, scrivi o colora ciò che hai vissuto e lascia il tuo lavoro in un punto della casa dove puoi vederlo spesso.
Se vuoi partecipare al rituale del 23 settembre alle ore 20:00 puoi compilare il form

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