Rituale luna nuova in Scorpione

Luna Nuova in Scorpione

Recupero – Trasmutazione – Rinascita

Questa Luna Nuova in Scorpione è una porta che si apre in profondità.
È una Luna che scende nelle radici emotive, tira fuori ciò che hai messo da parte, e ti chiede di guardare proprio quel punto che hai evitato finora.

È una Luna legata al passato:
Mercurio retrogrado riporta indietro qualcosa che non è stato fatto, detto, vissuto fino in fondo.
E lo fa perché ora è il momento di recuperarlo o di chiuderlo definitivamente.

L’unica cosa che ti serve davvero è l’intento e il cuore aperto.
Puoi prendere un oggetto del passato e dargli nuova vita,
oppure puoi semplicemente fare qualcosa che rimandi da troppo tempo e che ti chiede spazio.

Quando farlo

Il rituale può essere svolto il giorno stesso della Luna Nuova, 20 novembre, ma anche nei due giorni immediatamente precedenti o successivi. L’energia della Luna Nuova resta potente per alcuni giorni, quindi puoi scegliere il momento in cui ti senti più centrato e tranquillo.

Non servono strumenti particolari

Non è necessario avere tutto ciò che viene elencato in rituali tradizionali. L’importante è l’intento, che deve nascere dal cuore, non dalla mente.Serve solo verità e presenza. Puoi usare:

  • una candela bianca
  • un foglio e una penna
  • un oggetto del passato
  • qualcosa che appartiene a una versione vecchia di te, o a un periodo che ora senti di voler chiudere o recuperare.
  • un’offerta per la Madre Terra: una manciata di riso, un fiore, un pezzetto di pane, un po’ di vino, una pietra raccolta e poi restituita.

Scegli il luogo

Puoi farlo:

  • al chiuso (in casa, nella tua stanza, dove ti senti protetto)
  • all’aperto (in natura, su un prato, vicino a un albero, sul balcone)

Entrambi vanno bene.
Io consiglio sempre la natura, anche solo un angolo di prato.

L’unica regola è:
Scegli un posto dove ti senti al sicuro e dove puoi stare senza essere disturbato.

Preparazione

  • Metti vicino a te:
  • la piccola offerta per la Madre Terra
    (acqua, un fiore, riso, una briciola di pane, una pietra che poi restituisci)
  • la candela
  • il foglio e una penna
  • l’ oggetto del passato (qualcosa che richiama un periodo o una parte di te che stai recuperando)

Accendi la candela

Accendila senza fretta.
Fallo come se stessi accendendo te stesso.

Guarda la fiamma per qualche secondo:
fa da ponte tra il mondo visibile e quello invisibile.

Radicamento

Siediti comodo,
Schiena dritta ma morbida.

Chiudi gli occhi.
Appoggia una mano sul cuore e una sulla pancia.

Respira così:

  • inspiri dal naso in 4 secondi
  • tieni per 2 secondi
  • espiri dalla bocca lentamente in 6 secondi

Fallo per 3 volte.

Quando espiri, immagina di buttare fuori il rumore, la fretta, la giornata, le paranoie.
Quando inspiri, immagina di prendere dentro solo ciò che serve al rituale.

Poi porta l’attenzione ai piedi.
Senti che stai scendendo dentro il corpo.

E ripeti dentro di te:

“Mi centro.
Sono qui.”

Aspetta finché non raggiunto uno stato di quiete-.

Entra nel silenzio

Rimani fermo un attimo.
Non fare nulla.
Non dire nulla.

Lascia che il silenzio ti apra.

Quando senti che qualcosa dentro si muove, una sensazione, un ricordo, una vibrazione,
allora puoi iniziare.

Ora pensa a una persona (o a una situazione) con cui senti disarmonia.

IL RITUALE

1. Lo Scorpione – Entrare nel corpo

Siediti con i piedi ben piantati a terra, puoi sdraiarti se vuoi.
Metti entrambe le mani sulla pancia.
Chiudi gli occhi.

Respira profondamente e immagina che il respiro scenda fino alle tue radici, come se il bacino diventasse pesante, caldo, reale.

Ora senti questa frase dentro:

“Io entro nel corpo, nella verità, nel punto che evitavo.

Senti un leggero calore che parte dal basso ventre:
questa è l’attivazione dello Scorpione.

Ora chiediti:

“Cosa ho lasciato indietro?
Cosa chiede presenza adesso?”

Non rispondere con la mente.
Lascia che salga da sola una sensazione, un ricordo, un’immagine.

Tienila nel corpo.
Non analizzarla.

Questo è Scorpione:
non capire, sentire.

2. Il Serpente – Sciogliere la pelle

Ora inspira e, mentre espiri, fai un movimento lento, come se stessi scrollando via una pelle vecchia dalle spalle.

Puoi muovere:

  • il collo
  • le spalle
  • le braccia
  • o tutta la colonna, molto lentamente

Il Serpente non fa gesti veloci.
Fa gesti inevitabili.

Ora porta l’oggetto del passato davanti a te, con entrambe le mani che lo sostengono.

E mentre il corpo si muove lento, senti questa frase:

“Lascio scivolare ciò che non è più mio.”

Immagina la pelle che cade al suolo.
Immagina un peso che si stacca.

Il corpo lo sa.
Il corpo libera.

Prendi il foglio e dividilo a metà.

A sinistra: ciò che hai lasciato.
A destra: cosa vuoi trasformare ora.

Piegalo, tienilo tra le mani.

Immagina la pelle che cade.

Ripeti:

“lascio andare”

3. L’Aquila – Espandere

Ora poni le mani sul petto, appena sotto le clavicole.
Apri leggermente il torace inspirando.

È un’apertura piccola, ma molto precisa.

L’Aquila non vola:
si espande.

Chiudi gli occhi e immagina che il tuo sguardo salga di livello.
Come se guardassi la tua storia dall’alto.

Domandati:

“Cosa vedo da qui che non vedevo prima?”

Aspetta la risposta.
Arriva come un’intuizione, una frase, una comprensione improvvisa.

Senti il petto che si apre un millimetro in più.

Ripeti:

“Vedo.
Comprendo.
Scelgo.”

4.La Fenice – Riaccendere la vita

Ora metti l’oggetto del passato sul cuore, tenendolo fermo con entrambe le mani.

Chiudi gli occhi.

Immagina che dentro il petto ci sia una brace.
Un fuoco vivo e caldo.

E ora immagina che questa brace accenda l’oggetto,
come se lo scaldasse, come se cambiasse forma energetica.

Senti questa frase:

“Rinasco da qui.”

Ora inspira profondamente e, mentre espiri, immagina una fiamma interna che ti attraversa: consapevolezza che si accende.

Questo è il momento della Fenice:
il punto in cui il vecchio non ha più potere,
e il nuovo prende forma.

Apri gli occhi piano.
Riprendi l’oggetto del passato.

Con la mano sinistra tienilo.
Con la destra tocca la fronte o il cuore.

E immagina che da te a lui passi un’intenzione nuova.

Dì:

“Da ciò che ero, nasce ciò che divento.”

Da questo momento, l’oggetto non è più passato: è un talismano di rinascita. Potrei portarlo con te fino alla prossima luna nuova.

A questo. Puoi ringraziare la madre terra e preparare le offerte che potrai fare successivamente, ti consiglio di non aspettare troppi giorni per donare le tue offerte.

E mentre le fai ripeti:

“Restituisco ciò che non è più mio.
Accolgo ciò che la vita mi sta portando ora.”

La Madre Terra prende, trasmuta, restituisce.

Chiudi il rituale

Soffia verso la candela, senza spegnerla.
È il sigillo.

Respira una volta lunga.

E chiudi con:

“Vado dove vibro.”

Ora puoi spegnere la candela.

Un abbraccio,
Miki

Se vuoi puoi ripetere questo mantra quante volte vuoi nei giorni Dal 19 al 22 di novembre
"Sono qui.
Mi ascolto.
Mi scelgo."

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